La schermatura è possibile?
Reimar Banis
Per “schermatura” si intende principalmente un metodo artificiale per rendere innocue non solo le radiazioni, ma anche l’elettrosmog. Molti pazienti, ma anche molti colleghi che seguono il corso di formazione per diventare “terapeuti energetici certificati” mi chiedono in continuazione se ci si può fidare delle affermazioni delle aziende produttrici. Da qualche tempo sono comparse sul mercato della schermatura alcune nuove ditte caratterizzate da una strategia di marketing particolarmente scaltra e aggressiva. I miei interlocutori mi riferiscono che le affermazioni dei produttori sembrano convincenti e scientifiche. Per esempio, un fabbricante svizzero intitola così il dépliant della sua ditta: “Ottimizzazione energetica negli edifici – ristabilite il flusso energetico naturale nelle vostre case e nei vostri luoghi di lavoro”. Chi non vorrebbe un flusso energetico naturale 24 ore su 24, sia in casa che sul lavoro?
Già il titolo dell’opuscolo suggerisce al lettore ingenuo che sia effettivamente possibile schermare e armonizzare le radiazioni terrestri. Secondo il dépliant, nella neutralizzazione è incluso anche l’elettrosmog, così che il cliente ha la sensazione di prendere due piccioni con una fava. I messaggi pubblicitari di questo tipo lavorano con i meccanismi subliminali dell’ipnosi e della pubblicità. I pubblicitari esperti sanno che il modo migliore per decantare le qualità di un prodotto o di un metodo consiste nel presentare delle affermazioni ipotetiche come veri e propri fatti. Il più delle volte il cliente accetta incondizionatamente quello che gli viene detto e le obiezioni critiche vengono evitate con eleganza fin dall’inizio.
Per questo motivo i produttori di apparecchi di schermatura danno a intendere nella loro pubblicità che con determinate apparecchiature sia possibile ripristinare il flusso energetico naturale e non lasciano sorgere alcun dubbio in proposito. Nei loro messaggi pubblicitari sostengono che il loro metodo armonizza il sistema energetico degli edifici ed è in grado di schermare stabilmente ogni sorta di radiazione nociva, di invertirne la polarità, armonizzarla e talvolta perfino di esercitare un effetto terapeutico oltre alla neutralizzazione. Si servono anche abilmente di quei disturbi quotidiani come l’insonnia, la sonnolenza diurna o la difficoltà di concentrazione, inducendo a credere che l’apparecchio pubblicizzato possa far sparire i vari sintomi. La cerchia dei potenziali acquirenti di simili apparecchi di schermatura viene enormemente allargata, perché a chi non è mai capitato di sentirsi stanco o di dormire male? In base alle statistiche sono affetti da simili disturbi circa i due terzi della popolazione, che rischiano quindi di diventare clienti delle ditte produttrici di apparecchi di schermatura. Per finire, le dichiarazioni dei clienti soddisfatti contenute negli opuscoli fugano tutti i dubbi del lettore.
Un’ulteriore argomentazione pubblicitaria efficace è costituita dalla presunta scientificità del prodotto. Un fabbricante austriaco per esempio utilizza la conferenza di un professore universitario a scopi pubblicitari. Questo professore ha tenuto una relazione all’Università di Pechino sul tema “Geopathic stress zones and their influence on the human body: Scientific evidence and measurable effects on the nervous system, the immune system and the heart and circulatory system, and possibilities for harmonization with the X system” e ha anche preso parte alla conferenza europea di Baden-Baden sulla tecnica ospedaliera, parlando delle radiazioni terrestri e di come ci si può proteggere da esse con l’apparecchio di schermatura pubblicizzato.
Ovviamente in un primo momento tutto questo può risultare estremamente impressionante per chi è privo di conoscenze scientifiche. Il produttore dell’apparecchio di schermatura pubblicizzato è particolarmente orgoglioso di uno studio di prossima pubblicazione intitolato: “Biomedical Evidence for Influences of Geopathic Stress on the Human Body: Scientifically Traceable Effects and a Way for Harmonization”. A riprova della sua oggettività viene usato soprattutto un apparecchio Kirlian perfezionato (GDV), con il quale si intende dimostrare che le radiazioni terrestri generano stress e che l’apparecchio di schermatura è in grado di impedire per l’appunto questi segni di stress. Viene però taciuto il fatto che anche il GVD è un metodo controverso. Ogni tecnico dotato di dimestichezza con i criteri della scienza sa bene che non è possibile dimostrare dati statisticamente “soft” servendosi di un metodo altrettanto “soft”, ma il produttore passa la cosa sotto silenzio. Ad un esame più attento, la presunta prova scientifica non vale quindi granché. Un altro produttore scrive a proposito del suo apparecchio di schermatura: “X è un prodotto altamente tecnologico, basato sulle più recenti scoperte scientifiche della biotecnologia. Grazie ad uno speciale procedimento altamente complesso, lo spettro delle frequenze del DNA (acido desossiribonucleico) viene depositato con le sue risonanze, vibrazioni ed energie sulle lamine speciali dell’apparecchio”. Anche simili dichiarazioni inducono il lettore a credere che il fabbricante disponga di una notevole competenza scientifica e che, in quanto esperto, sappia il fatto suo.
Le aziende produttrici non dicono mai che si tratta di una zona di confine della moderna naturopatia in cui molte cose vanno ancora considerate ipotetiche e opinabili. Pertanto le dichiarazioni apparentemente scientifiche, che a rigor di termini non andrebbero neppure fatte, sono estremamente discutibili e nei casi estremi addirittura ingannevoli. L’inattendibilità nel campo della schermatura deriva soprattutto dal fatto che a tutt’oggi non è ancora stato provato inequivocabilmente che in ambito sottile si possano ottenere dei miglioramenti permanenti del campo energetico per mezzo di questo genere di apparecchi. Ogni produttore armeggia in una zona di confine in modo puramente teorico. Il fatto che la bacchetta di un rabdomante smetta di oscillare o che un paziente riprenda a dormire bene non dimostra ancora un bel niente. Al contrario, l’esperienza dimostra piuttosto che le schermature, anche a livello energetico, non hanno un effetto permanente. Prima o poi le procedure di misurazione sensibili (per esempio l’apparecchio Rebatest®) svelano che un determinato stress è ancora presente nonostante la schermatura. E anche nel caso in cui uno stress non si manifesti fin dall’inizio, dall’esperienza dei terapeuti che lavorano con l’energetica psicosomatica risulta che a lungo andare la sua presenza è praticamente sempre dimostrabile.
Di solito le aziende produttrici non forniscono informazioni dettagliate sulla composizione dei loro prodotti, il che è comprensibile dato che non vogliono mettere tutte le carte in tavola e neanche che nei consumatori possa sorgere qualche genere di dubbio (in genere si tratta infatti di materiali estremamente semplici e a buon mercato). Tuttavia, a causa dei costi elevati, il consumatore deve credere di ottenere un controvalore adeguato. Le aziende produttrici però tacciono sulla mancanza di qualsiasi genere di esperienze a lungo termine con i loro prodotti. Non c’è da meravigliarsi, dato che sono sul mercato solo da pochi anni. Ma anche le aziende che sono già da decenni sul mercato con i loro prodotti si comportano esattamente allo stesso modo. A mio parere però sono davvero significative solo le esperienze a lungo termine, verificate su numerosi pazienti, soprattutto su quelli che dormono in posti altamente rischiosi, per esempio dove in precedenza qualcuno si è ammalato. Dalla mia esperienza di medico e da quella di parecchi colleghi è emerso chiaramente che se il letto in cui si dorme è in una posizione priva di interferenze ci si ammala molto più di rado. In presenza di schermature invece si continuano a riscontrare gravi processi patologici, che arrivano perfino al cancro, perché nonostante gli apparecchi schermanti permane l’effetto disturbante!
Nessuno di questi apparecchi può fare riferimento ad esperienze veramente affidabili di persone che hanno dormito per anni in letti collocati in zone ad alto rischio. In fin dei conti ogni utente è un “beta tester” e a lungo andare corre un elevato rischio in termini di salute. A mio parere ci sono solo due criteri per una verifica oggettiva dei metodi di schermatura delle radiazioni terrestri. Le due domande da porsi sono se questi sistemi
- sono in grado di eliminare stabilmente i disturbi soggettivi dell’interessato, e soprattutto
- se sono in grado di impedire a lungo termine che la persona in questione si ammali gravemente se dorme in un posto disturbato.
Riguardo al punto 1 = la maggior parte degli apparecchi in commercio elimina i disturbi soggettivi. Il paziente si illude di essere al sicuro ed è convinto di aver fatto tutto il necessario. Naturalmente le aziende produttrici vanno incontro al bisogno umano di comodità, perché a nessuno fa piacere spostare il letto o doversi accollare costosi lavori di ristrutturazione. Magari il cliente soddisfatto consiglia l’apparecchio anche ai suoi conoscenti e crede di aver risolto il problema. Ma dalla mia pluriennale esperienza di medico e dall’osservazione di numerosi terapeuti e rabdomanti esperti è risultato che dopo qualche anno praticamente tutti i metodi di schermatura cessano di funzionare e gli interessati si ritrovano affetti dagli stessi disturbi di prima. L’essenziale è che l’effetto non dura per sempre e soprattutto che la radiazione veramente nociva non viene schermata!
L’ingegner Hanns Zürn di Überlingen, esperto rabdomante che in trent’anni di attività ha esaminato oltre 10.000 disposizioni di letti, mi ha confermato in una conversazione privata che nessun metodo di schermatura ha un effetto permanente. Conosco molti bravi rabdomanti che condividono questo punto di vista. Il Forschungskreis für Geobiologie di Eberbach/Neckar, che con i suoi oltre 1.000 rabdomanti è l’associazione più grande e seria della Germania, arriva al punto di radiare i suoi iscritti che attuano la schermatura (tentazione a cui è difficile resistere, dato che permette di guadagnare parecchio in poco tempo e senza fatica). È per questo che i rabdomanti seri hanno una pessima opinione della schermatura e che, nonostante i metodi di schermatura, le persone che subiscono l’influenza delle radiazioni terrestri continuano ad accusare notevoli disturbi, rilevabili per mezzo di procedure di test particolarmente sensibili come l’apparecchio Rebatest®. Anche i rabdomanti capaci ed esperti come l’ingegner Zürn non si lasciano trarre in inganno da una schermatura e di solito individuano notevoli radiazioni terrestri sul posto.
Dopo qualche mese, al massimo qualche anno, l’effetto patogeno della radiazione terrestre ricompare e in genere con una maggiore intensità. Spesso questo avviene in maniera strisciante, così che i normali meccanismi di allarme nei confronti degli elementi patogeni non entrano in funzione. Per questo molti miei pazienti malati di cancro mi ripetono sempre la stessa storia: che per esempio che dieci anni fa è andato da loro un rabdomante che ha consigliato l’uso di una stuoia schermante e, dato che in seguito gli interessati hanno cominciato a dormire molto meglio e all’inizio anche alcuni disturbi sono scomparsi, si sono sentiti al sicuro. Ma non è stato spostato il letto, l’unica azione davvero in grado di proteggere, ed è questo che, in base alla mia esperienza di medico, dev’essere definito sconsiderato se non addirittura irresponsabile.
Il mio bilancio e le mie proposte: i prodotti di schermatura rappresentano una soluzione di ripiego accettabile solo in casi eccezionali, per esempio nella degenza ospedaliera, in albergo, durante le ferie ecc. Ma, dal momento che esistono delle misure molto convenienti ed efficaci di schermatura a breve termine, in genere è possibile fare a meno degli apparecchi costosi. Le lenzuola di seta per esempio sono in grado di attenuare molti disturbi geopatogeni, scopo che spesso può essere raggiunto anche con quelle meno care di acetato ripiegato. Un ulteriore aiuto è costituito dalle tisane di ortica, dalle gocce Geovita®, dai polixani del Dr. Hartmann o, per uso esterno, dalle frizioni con acido formico. Anche un filo di rame piegato a forma di U o delle stuoie di sughero o paglia da mettere sotto il letto sono delle schermature facili da procurarsi, ma prive di effetti durevoli. E comunque va ricordato che a lungo termine l’unica soluzione valida consiste nel cambiare di posto al letto! Altrimenti si fa come quei fumatori accaniti che mettono a tacere la coscienza con le gocce per la tosse ma evitano di adottare l’unico provvedimento davvero necessario.
In base alle mie esperienze, moltissime persone riescono a individuare i posti migliori in cui collocare il loro letto servendosi di metodi semplicissimi, come i test chinesiologici e un’autopercezione guidata (nelle zone perturbate si diventa in poco tempo irrequieti e pallidi e si ha voglia di allontanarsene). Così, dopo 10-15 minuti trascorsi in una zona geopatica, anche nelle persone forti il braccio teso lateralmente diventa debole e facile da abbassare. Purtroppo questi test non funzionano più per gli individui che soffrono di una geopatia, poiché la loro percezione e tutto il loro sistema reagiscono in maniera sbagliata. Spesso le persone oppresse dalle radiazioni terrestri vanno istintivamente alla ricerca di luoghi disturbati, perché solo lì si sentono bene. Prima che possano manifestare di nuovo degli istinti naturali occorre riabituarle ad una situazione normale e favorire la rigenerazione del loro sistema energetico.
Recentemente una terapeuta mi ha chiesto: “È possibile effettuare una schermatura a livello spirituale?” Mi scrive: “In questo periodo mi sto occupando di nuovo del tema delle radiazioni terrestri, e sono a conoscenza di tutti gli argomenti contrari alla schermatura. Poco tempo fa ho parlato con un uomo che sostiene di essere in grado di schermare efficacemente le radiazioni terrestri, per così dire con una “formula magica”. So già che cosa mi direbbe lei a questo punto... L’uomo, un semplice contadino dell’Entlebuch, dichiara di essere medianico (è probabile) e che per questo è stato “scoperto” e “iniziato” da un vecchio sciamano (da qualche parte in Estremo Oriente). Dice anche di non poter svelare il proprio segreto, che altrimenti perderebbe la sua efficacia. Anche questo lo sappiamo, ma l’uomo afferma pure che sono soprattutto i contadini della Svizzera interna a pregarlo di schermare le stalle perché le mucche producono troppo poco latte o perché ce n’è sempre una che sta male. Che il suo metodo di schermatura funziona lo vede dalle lettere dei contadini, che gli riferiscono entusiasti come le mucche non siano più malate e facciano anche più latte, cosa misurabile (!). E le mucche non possono bluffare. Mi dice che potrebbe mostrarmi un’infinità di lettere del genere. Lei ha una spiegazione per questo fenomeno?”
Le ho risposto che in linea di massima per tutte le schermature vale la stessa cosa: funzionano per un po’, ma non per sempre. Nel caso del contadino medianico è possibile che l’effetto duri tre o quattro anni, ma prima o poi svanirà. Può darsi che fino ad allora sostituisca le mucche nella stalla, in modo che non possano subire degli effetti nocivi a lungo termine e anche le mucche con stress geopatico continuino a produrre molto latte. Se si facessero dormire delle persone in simili zone, determinate malattie si manifesterebbero solo dopo una decina d’anni. Quindi anche per quanto riguarda il contadino che effettua una schermatura spirituale sarebbe fondamentale verificare i risultati a lungo termine, cosa che molto probabilmente non è possibile. Ho avuto molti pazienti che si sono ammalati nonostante la schermatura spirituale, ragion per cui non posso consigliare neppure questo metodo.
Tra l’altro la nota rabdomante austriaca Käthe Bachler ha scritto proprio su questo argomento un libro che vale la pena di leggere: Gibt es eine geistige Abschirmung? (N.d.T.: Esiste una schermatura spirituale?), in cui trae questo bilancio: “Questi poveretti prossimi alla disperazione – per via di dolori fisici o di grandi paure – vanno tolti immediatamente da quelle zone pericolose, devono esserne letteralmente strappati e i loro letti vanno messi nel posto giusto! Non dobbiamo procrastinare l’aiuto facendo degli esperimenti con le schermature. Questo vale per tutti i tipi di schermature, da quelle naturali a quelle fisico-tecniche e spirituali! Non dobbiamo rimandare il momento della completa guarigione.” A queste parole non c’è davvero niente da aggiungere da parte mia.
Per concludere desidero tornare sulla questione se l’elettrosmog, a differenza delle radiazioni terrestri, possa essere schermato. Sappiamo che il primo ad occuparsi della schermatura delle radiazioni elettromagnetiche è stato Michael Faraday con la sua gabbia. Quindi chi avvolge il telefonino nella carta stagnola può sentirsi al riparo dalle sue radiazioni, ma smetterà di riceverne i segnali. I simboli e i chip schermanti applicati ai cellulari non hanno invece alcun effetto sulle radiazioni elettromagnetiche e, in base alle mie misurazioni, esercitano un’azione di riequilibrio minima (al massimo il 10% o anche meno) sul campo energetico di chi li usa. Per questo consiglio di fare a meno dei cellulari o di usare un dispositivo viva voce, nonché di tenere il telefonino acceso il più lontano possibile dal corpo. Nelle abitazioni l’elettrosmog può essere in parte schermato con lamine metalliche, determinate vernici per pareti e accorgimenti analoghi (v. www.biologa.de e altre aziende produttrici). Ma anche per l’elettrosmog vale il consiglio di evitarlo il più possibile.


